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Ne costruiamo di nuovi e ridiamo vita a quelli sofferenti: ci porti il contenitore, guardiamo insieme cosa si può recuperare e si riparte da zero con piante, terra e decorazioni. Sui rifacimenti la mano più esperta è quella di Daniela.
Dalla bottega escono più di duecento terrari all’anno, e una trentina sono vasi che qualcuno ci ha riportato perché avevano bisogno di assistenza. Quelli passano dalle mani di Daniela: è lei che guarda dentro il vetro e capisce cosa si recupera e cosa va rifatto da capo.
Con il coperchio un vaso di vetro, una campana, perfino un barattolo da marmellata nasce un piccolo mondo tropicale che si mantiene in modo facile: sul vetro interno si forma la condensa, e il terrario si bagna solo quando quella non si forma più.
Senza coperchio si può valutare una composizione di piante grasse, che restano piante vive con le loro esigenze, oppure di stabilizzate, che non chiedono niente. Portaci il tuo: lo guardiamo e ti diciamo cosa ci sta bene dentro.
Portaci il tuo vaso. Lo guardiamo insieme e ti diciamo cosa può diventare.
La primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi migliori per rifare un terrario: le piante attecchiscono meglio e partono più forti. Un terrario già avviato, invece, attraversa l’anno tranquillo.
Ci si lavora dentro con le mani, quindi serve un’imboccatura in cui passi comodamente una mano, e un vetro trasparente che lasci arrivare la luce. Se hai dubbi sul tuo, mandaci una foto.
Un terrario chiuso vuole luce ma non sole diretto, e va tenuto tappato: sono due accorgimenti che te lo fanno durare anni.
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Se mandi una foto, ti diciamo subito se si recupera.